venerdì 26 agosto 2011

Cake di zucchine, provola e pancetta - Cake de calabacín, provola y beicon



(versión en español más abajo)

Che testa che ho. Lo so, lo so, dico sempre di aver bisogno di una segretaria!
La ricetta di oggi ha una storia lunga: è un esperimento - tanto per cambiare - che avevo preparato per l'Ing, Emanuela, Barbara e Javi circa un mese fa: siamo andati a Cercedilla in gita (eccone le prove!) e io, amorevole "zia" di tutti (cosa c'entra se sono la più piccola? Mi piace cucinare per loro!) volevo portare qualcosa fatto con le mie manine. Be'... io l'ho fatto ed ero anche contenta perché era la tipica ricetta svuotafrigo, ma l'ho dimenticato a casa. Perciò solo io e l'Ing siamo arrivati ad assaggiarlo ed era buonissimo. Voi altri, spero che vi bastino le foto! Scusate ancora... mi ero dimenticata anche di postarlo.


INGREDIENTI
(per due cake piccoli o uno grande)

Uno spicchio d'aglio 
200 gr. di zucchine a dadini
50 gr. d'acqua
1/2 dado vegetale
3 uova
170 gr. di panna (o latte)
250 gr. di farina
80 gr. d'olio evo + un cucchiaio
100 gr. di provola a dadini
70 gr. di Grana grattuggiato
120 gr. di pancetta affumicata a cubetti
Una bustina di lievito
sale e pepe q.b.

Meno male che mi sono scritta il procedimento perché, strano, vero?, me lo sono dimenticata. A quanto pare ho fatto questo cake col Bimby. Ok: accendiamo il forno a 180º e poi mettiamo l'aglio con il cucchiaio d'olio nel boccale e facciamo andare per un minuto a temperatura Varoma, vel. 1. Aggiungiamo poi le zucchine a cubetti e cuociamo per 8 min. a temp. Varoma, vel. 1, senso antiorario assieme a mezzo misurino d'acqua e mezzo dado vegetale. Una volta finito, togliamo l'aglio e mettiamo il tutto in un piatto a riposare.
Senza sciacquare il boccale frulliamo le uova, l'olio, il latte o la panna per 5 sec. a vel. 4. Aggiungiamo poi la farina, la provola, il Grana, il sale, il pepe e il lievito e facciamo andare per 7 sec. a vel. 5. Alla fine uniamo le zucchine che avevamo preparato prima e la pancetta e azioniamo il Bimby a vel 1 senso antiorario per 5 sec.

Se non avete il Bimby, cuocete le zucchine con l'aglio e il cucchiaio d'olio in padella e allungate, se ce n'è bisogno, con l'acqua e il dado. Poi preparate il composto del cake in una ciotola capiente seguendo l'ordine in cui ho lavorato io col Bimby (mi raccomando, però, la farina non tutta insieme!).

Eccoci pronti: inforniamo dai 30 ai 45 minuti a seconda delle dimensioni e del forno (basta fare la prova stecchino per sapere quand'è pronto), facciamo raffreddare e, se dobbiamo portarlo da qualche parte ci mettiamo un bel post-it sulla porta per non dimenticarcelo in cucina!

PS: Dimenticavo questo!



Ema ha indetto tempo fa il concorso delle cartoline estive (è già alla seconda edizione, eh!) al quale vorrei partecipare con questa cartolina robina qui... ^__^ 


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Es que tengo una cabeza...  Lo sé, ¡siempre digo que necesito una secretaria!
La receta de hoy tiene detrás una larga historia: es un invento - soy una chica coherente, ¿no? - que había preparado para el ingeniero, Emanuela, Barbara y Javi el mes pasado: íbamos a irnos a Cercedilla (aquí las pruebas de que fuimos) y yo, que soy la "tía" más cariñosa del mundo (bueno, ¿y qué si soy la más pequeña de todos? ¡Me gusta cocinar para ellos!) quería llevar algo hecho con mis propias manitas. Pues... yo lo hice y además estaba contenta porque hice una de esas recetas vacia-neveras, pero lo olvidé en casa. Así que solo el ingeniero y yo lo probamos. Que, por cierto, ¡estaba muy rico! Chicos, espero que os conforméis con las fotos. Lo siento por el retraso... ¡es que también se me había olvidado postearlo!


INGREDIENTES
(para dos cakes pequeños o uno grande)

Un diente de ajo
200 gr. de calabacines en daditos
50 gr. de agua
1/2 avecren
3 huevos
170 gr. de nata (o leche)
250 gr. de harina
80 gr. de aceite de oliva virgen extra + una cucharada
100 gr. de questo provola en taquitos (se encuentra en el Mercadona u otros supermercados)
70 gr. de questo Grana Padano rallado
120 gr. de beicon en daditos
Un sobrecito de levadura
sal y pimienta al gusto

Menos mal que me apunté cómo lo hice porque ya no me acordaba. ¿Qué raro, verdad? Parece ser que lo hice con la Thermomix. Pues vale: encendemos el horno a 180º así se va precalentando y metemos el ajo con la cucharada de aceite en la Thermomix y programamos un minuto a temperatura Varoma, vel. 1. Añadimos los calabacines cortaditos y cocemos durante 8 min., temp. Varoma, vel. 1, sentido contrario a las agujas del reloj con medio cubilete de agua y medio avecren. Cuando esté listo, quitamos el ajo y lo dejamos todo en un platito a parte.
Sin lavar el vaso, batimos los huevos con el aceite, la leche o la nata durante 5 segundos a vel. 4. Añadimos la harina, el queso Provola, el Grana Padano, la sal, la pimienta y la levadura y programamos 7 seg. vel. 5. Al final echamos los calabacines cocidos y el beicon y programamos 5 seg. vel. 1 sentido contrario a las agujas del reloj. 

Si no tenemos la Thermomix, cocemos los calabacines con el ajo y la cuchara de aceite en una sartén con el agua (si necesario) y el avecren. Después preparamos el cake en un bol grande siguiendo el orden en el que he trabajado yo con la Thermomix (¡pero sin echar la harina toda de golpe!)

Ya estamos listos: horneamos durante 30 0 45 minutos, dependiendo del tamaño del cake y del horno (hacemos la prueba del palillo para estar seguros), dejamos enfriar y, si tenemos que llevarnoslo a algún sitio pegamos un post-it en la puerta ¡para no olvidarnoslo en la cocina!

PD: Casi se me olvidaba: Ema está este año también , por segunda vez, con el concurso de postales de verano. Yo partecipo con esa postal cosita que véis más arriba... ^__^




lunedì 22 agosto 2011

Agosto in montagna: fotosapori - Agosto en la montaña: fotosabores

(versión en español más abajo)

L'ultima settimana è stata frenetica e allo stesso tempo rilassante. Sì, la mia vita è una contraddizione in termini! Io e l'ing. siamo stati in montagna per qualche giorno e subito dopo io ho fatto un salto a Cagliari. Insomma, tra una cosa e l'altra è passata una settimana e io non ho più postato niente. 
A Cercedilla - è questo il nome della località di montagna in cui ogni tanto ci rifugiamo - non solo non c'era il caldo di Madrid, ma non c'era neanche Internet! Che faticaccia resistere alla curiosità di controllare la posta, scrivere due battute su FB, fare una telefonata su Skype, postare le foto del barbecue in diretta... Ma ne è valsa la pena perché alla fine abbiamo fatto lunghe passeggiate in campagna, abbiamo cucinato tanto (guai a chi mi prende in giro, ma mi sono portata il Bimby!) e ci siamo presi un po' di tempo per noi.
Poi, dicevo, ho fatto l'ennesimo salto a Cagliari: tre giorni tre in cui, tra gli amici che non vedo l'ora di rivedere, il mare e la maratona di spinning in spiaggia alla quale non vedevo l'ora di partecipare, non ho fatto in tempo a fare niente. Meno male che ci sono l'aereo e le notti insonni per lavorare, altrimenti questa settimana non avrei combinato praticamente niente.

Niente ricette oggi, ma solo ricordi. E qualche fotosapore.
Non immagite la mia felicità quando ho visto tante more e cespugli di rosa canina! Spero di poter tornare in tempo per raccoglierne un po'.

E quel cartello in cui i pastori chiedevano ai montanari di chiudere il cancello per evitare che gli animali uscissero? Non so... mi è piaciuto! E gli alberi... Che colori, che odori!
Questa qui su, invece, è la casa dei nonni dell'ing. Un'atmosfera vintage, che più vintage non si può! Perfetta!
E ora un assaggino virtuale di quel che abbiamo mangiato. Tutto sanissimo, fresco e buonissimo, comprato giù in paese la mattina e consumato in giornata.


Avevo detto niente ricette, ma mi soffermo un attimo su questa "colazione andalusa": spremuta d'arancia con pane tostato (in padella o nel tostapane), pomodoro frullato (se non avete il Bimby spellatelo e toglietegli prima i semini), un goccino di olio evo bello forte e sale. Una volta superata la barriera mentale del salato/acido a colazione (io ci ho messo 5 anni, purtroppo per me perché non potrò mai recuperare le volte che non ho mangiato questa delizia) preparatevi a leccarvi le mani fino ai gomiti!


Niente di più semplice e di più buono: una patata avvolta nella stagnola e messa sopra la brace. Verdure miste (zucchine, peperoni rossi e verdi, pomodori, cipolle, funghi) e carne di vitello. Il tutto condito con un goccino d'olio evo e sale grosso.

 E l'ultimo giorno loro: le sardine più buone del mondo perché fatte da noi!

PS: Ho rifatto il look al blog, vi piace?

VERSIÓN EN ESPAÑOL

La semana pasada estuve liadísima pero a la vez me relajé mucho. Ya lo sé, ¡mi vida es todo una contradicción! El ingeniero y yo nos fuimos unos días a la sierra y después yo me fui a Cagliari. En fin, entre una cosa y la otra ha pasado una semana y no me ha dado tiempo escribir nada.
En Cercedilla - es allí que nos refugiamos de vez en cuando - no solamente no hacía el calor que hacía en Madrid, sino que ¡tampoco había Internet! Qué difícil aguantar sin mirar el correo, escribir algo en el FB, hacer una llamada con el Skype o postear las fotos de la barbacoa en directo... Pero mereció la pena porque hemos paseado en el campo, hemos cocinado mucho (no me toméis el pelo, pero ¡me he llevado la Thermomix!) y nos hemos tomado un poco de tiempo para nosotros.
Después, como decía, me fui a Cagliari: tres días en los que, entre quedar con los amigos, ir a la playa y a spinning (¡por fin he hecho el maratón... y en la playa!) no me ha dado tiempo hacer nada más. Menos mal que para trabajar he tenido el avión y las noches en vela.

Pues nada de recetas hoy, solo recuerdos y fotosabores.

¡Ni os cuento mi felicidad cuando me encontré con tantas zarzamoras y rosas silvestres! Espero poder volver a tiempo para recoger unas cuantas. Bueno, ¿y el cartel del pastor que pedía cerrar la puerta? Me ha hecho mucha gracia. Y los árboles... ¡Qué colores, qué olores! Y lo mucho que me gustó el chalecito de los abuelos del ingeniero: muy, pero que muy vintage, ¿verdad?
Bueno, ya sé que dije nada de recetas, pero permitidme justo dos palabras sobre el desayuno andaluz: zumo de naranja con una toastada, tomate batido, aceite y sal. Siento mucho haber tardado 5 años en probar esta maravilla ya que en Italia estamos acostumbrados a desayunar dulce, pero ¡ahora me encanta!
Además de eso, pues carne de ternera a la barbacoa, con una patata cocida en su piel en la brasa, verduras asadas también (calabacín, pimiento rojo y verde, tomates en rodajas, cebollas, champiñones) y, el último día, unas sardinas riqísimas porque ¡hechas por nosotros!

PD: Le he rehecho el look a mi blog, ¿qué os parece?

giovedì 11 agosto 2011

I TESORI DEL RASTRO - LOS TESOROS DEL RASTRO

(versión en español más abajo)

Domenica scorsa, dopo l'ennesimo giro in bici, io e l'ing. siamo andati al Rastro, un mercato delle pulci immenso, che si estende lungo un sacco di strade e che accoglie migliaia di persone. Non stavo cercando niente di speciale... a volte mi piace semplicemente osservare gli oggetti che la gente accumula e, ancora di più, le persone che decidono di comprarli. Chiavi antiche, maniglie, macchine fotografiche di ogni epoca, scarpe spaiate, tavolini, libri, figurine, monete e chi più ne ha più ne metta. 
Da quando tengo questo blog devo ammettere, però, di aver ampliato i campi di interesse e di soffermarmi a guardare anche piatti, accessori da cucina e posate. Ecco, per esempio, il mio bottino dell'altro giorno.
 
Non è emozionante conoscere il nome della persona a cui appartenevano questo cucchiaio e questa forchetta? A-me-li-ta. Amelia. Non ho potuto evitare di immaginare la sua storia, la sua casa... ho visto una vecchia signora coi capelli bianchi, ho pensato che avesse ricevuto questo servizio di posate per il suo matrimonio che si celebrò negli anni '30, l'ho vista circondata dai suoi nipoti, che ormai, dopo la sua scomparsa, hanno venduto parte delle sue cose perché qualcun altro (me!) potesse godere della loro esistenza.

Chissà quale storia si nasconde dietro queste altre bellissime posate, invece...  Secondo voi?

VERSIÓN EN ESPAÑOL

El domingo pasado, después de salir con la bici, el ingeniero y yo nos fuimos al Rastro. No estaba buscando nada especial... a veces me gusta simplemente mirar los objetos que la gente acumula y, aun más, las personas que deciden comprarlos. Llaves antiguas, manillares, cámaras de foto de cualquier época, zapatos sin pareja, mesitas, libros, cromos, monedas y muchísimo más.
Sin embargo, desde que tengo este blog tengo que reconocer que he ampliado mis horizontes de interés y que me paro a mirar también platos, accesorios para la cocina y cubiertos. Mirad más arriba, por ejemplo, lo que me lleve a mi casa el otro día.
No es emocionante conocer el nombre de la persona a la que pertenecían la cuchara y el tenedor de la primera foto? A-me-li-ta. Amelia. No he podido no imaginarme su historia, su casa... he visto una vieja señora de pelo blanco, he pensado que podría haber recibido esos cubiertos para su boda que se celebró en los años '30, la he visto rodeada de sus nietos que, después de que elle falleciera, han vendido parte de sus cosas para que otra persona (¡yo!) pudiera disfrutar de ellas.

Por otro lado, ¿qué historia podrían contarnos los preciosos cubiertos de la segunda foto?

martedì 9 agosto 2011

TORTA DI RICOTTA E NOCI - BIZCOCHO DE REQUESÓN Y NUECES

(versión en español más abajo)

L'altro giorno l'ing. è tornato dal lavoro e mi ha chiesto di preparare qualcosa per lui e per i suoi colleghi per la pausa caffè del giorno successivo. Crisi. Tipico, comincio a stressare amici e conoscenti, a sfogliare tutte le riviste che possiedo, tutti i blog che seguo, i miei quadernetti, i ricordi. Appunto, i ricordi. È bastato ricreare mentalmente un ambiente lavorativo rilassato, un caffè tra colleghi, una chiacchiera al volo per ripensare a Chiara, una delle prime colleghe che io abbia mai avuto dato che l'ho incontrata sul mio primo posto di lavoro. Non la sento da anni, ma ricordo bene il suo sorriso, gli occhi di sua figlia, il timbro della sua voce. E ricordo il giorno in cui è venuta in ufficio con una torta goduriosa che al tempo fece drizzare le mie antenne di futura foodblogger. 
Su, fatela, portatela in ufficio e dividetela coi vostri colleghi! Ma poi venite a raccontarmi l'esperienza? L'ing. è tornato a casa entusiasta... e con una mini fettina perché io la potessi fotografare.
Ecco la ricetta per una torta di 26 cm. di diametro scritta proprio da Chiara cinque o forse sei anni fa.


Ho seguito scrupolosamente le indicazioni di Chiara (ho usato 170 gr. di burro e 150 di noci). L'unico tocco originale consiste nella spolverata finale di zucchero a velo e cacao amaro.

Con questa ricetta partecipo al bellissimo contest Cucinando... dolcemente di Pippi: è vero, tu avresti preferito che la ricetta fosse inventata (meno male che non era una condizione per partecipare al contest!) ma è proprio questa la vera novità per me. Dato che sono geneticamente portata a cambiare ogni ricetta che mi passa per le mani, la vera sfida per me è stata proprio quella di seguire religiosamente le istruzioni e gli ingredienti e non cedere alla tentazione di modificarli in alcun modo.


VERSIÓN EN ESPAÑOL

El otro día el ingeniero volvió del trabajo y me pidió prepararles algo a sus compañeros y a él para acompañar el café de media mañana. Crisis. Típico, empiezo a estresar a todo el mundo, hojear todas las revistas que tengo, los blogs que leo, mis cuadernitos, mis recuerdo. Ya, los recuerdos. Solo tuve que recrear mentalmente un ambiente de trabajo ameno, un café entre compis y unas charlas para pensar en Chiara, una de las primeras compañeras de oficina que he tenido nunca, ya que la conocí en mi primer trabajo. Llevo años sin saber nada de ella, pero recuerdo su sonrisa, los ojos de su hija, su voz. Y recuerdo el día en el que llegó a la oficina con un bizcocho riquísimo que despertó mis antenas de futura foodblogger. 
Venga, provad a hacerla y a compartirla con vuestro compañeros. Pero luego pasad a contarme qué tal, ¿vale? El ingeniero estuvo encantado... y también me trajo un cachito para que pudiera sacarle esta foto.


INGREDIENTES
(para un molde desmontable de 26 cm)

250 gr. de requesón (la receta original sería con ricotta, pero el requsón también vale)
200 gr. de azúcar
3 huevos
280 gr. de harina
1 sobrecito de levadura
150 gr. - 200 gr. de mantequilla o 150 gr. de aceite de oliva virgen extra (yo 170 gr. de mantequilla)
Unos 150 gr. de nueces (o también avellanas)

En un cuenco trabajamos el requesón con el azúcar durante unos minutos. Añadimos lo huevos, mezclamos bien, y luego echamos la harina poquito a poco deshaciendo los grumos. Derettimos la mantequilla a baño maría y la vertemos en el cuenco. Al final añadimos las nueces picaditas y la levadura.
Engrasamos y enharinamos un molde grande, y horneamos en nuestro horno precalentado durante unos 35 minutos a 180º-200º.

Con esta receta partecipo al bonito concurso de Pippi: ya sé que ella hubiera preferido que fuera una receta inventada, pero el verdadero reto para mi ha sido seguir una receta al pié de la letra y no cambiar nada.







martedì 2 agosto 2011

SALMOREJO

(versión en español más abajo)

Cordova è una città meravigliosa. Tutto il sud della Spagna è bellissimo, anche se d'estate fa un caldo boia, le strade odorano di fritto e l'accento degli andalusi rende lo spagnolo una lingua incomprensibile alle orecchie di chi non la conosce ancora bene. Sono passati più di cinque anni da quel mio viaggio, intanto la lingua non mi crea più problemi, ma il caldo e l'odore di fritto mi respingono ancora come quei giorni in cui l'ing. mi portò a visitare Cordova, Siviglia e Granada. 
Uno dei miei ricordi più belli di quel viaggio? L'Alhambra? Sì, certo. La moschea di Cordova con i suoi archi bianchi e rossi? Anche, naturalmente. Il caldo l'ho detto. L'accento delle persone pure. Ma il salmorejo? Oh, il salmorejo! Che scoperta! Che magica invenzione! Una zuppa che mi ha rubato il cuore e che da allora devo mangiare almeno un paio di volte all'anno.

INGREDIENTI
(per due persone)

per la zuppa
500 gr. di pomodori molto maturi
1 spicchio d'aglio
da 70 a 100 gr. di pane del giorno prima, a seconda dei gusti
60 gr. d'olio evo
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di aceto

per l'accompagnamento
1 uovo sodo
40 gr. di prosciutto crudo stagionato e dal gusto forte (possibilmente jamón serrano spagnolo*) a tocchetti


Come prima cosa mettete l'uovo in un pentolino e lasciatelo cuocere per dieci minuti. Una volta pronto lasciate che si raffreddi e tagliatelo a pezzetti. Stessa cosa col prosciutto*: mi raccomando, l'ideale è farsi tagliare una fetta ben più grossa rispetto a quelle a cui siamo abituati, altrimenti sarà impossibile ricavarne dei tocchetti. Ora passiamo al piatto: il Bimby è un ottimo aiutante per preparare questa buonissima zuppa fredda. Mettete l'aglio, i pomodori e il sale nel boccale e frullate per 30 secondi a velocità 5. Aggiungete il pane e l'aceto e azionate il Bimby per altri 30 secondi a velocità 5 e poi 2 minuti a velocità 10. Alla fine impostate la velocità 5 e versate l'olio sul coperchio del Bimby senza mai togliere il misurino altrimenti sporcherete tutta la cucina! Spegnete dopo circa un minuto, quando l'olio si sarà incorporato per benino. 

Senza Bimby si fa lo stesso in un attimo, basta un passaverdure o un frullatore a immersione, ma come per il gazpacho, consiglio di pelare i pomodori e di passare la zuppa al colino prima di aggiungere e frullare il pane.

Mettete la zuppa in frigo per almeno un paio d'ore e servitela ben fredda, con un giro d'olio, il prosciutto a tocchetti e l'uovo sodo. 

*Ogni famiglia spagnola che si rispetti ha in casa un prosciutto e un coltello lungo e affilato col quale l'addetto-al-taglio-del-prosciutto della famiglia (nella nostra l'ing.) taglia con estremo rigore questa bontà iberica. Devo dire che il mio palato ci ha messo un bel po' di tempo ad apprezzarlo, ma ora lo adoro e ne mangerei tutti i giorni!

PS: io l'ho visto servire molte volte con lamine di melanzana fritte, ma io ho un'inguaribile avversione per i fritti (si era capito, no?) e perciò questa seconda parte me la salto a piè pari. Chi si sente più coraggioso provi pure e mi faccia sapere!

Buona leccata di baffi!! ^__^

VERSIÓN EN ESPAÑOL

Córdoba es una ciudad maravillosa. Todo el sur de España es precioso, aunque  en verano hace un calor que te mueres, las calles huelen a frito y el acento andaluz es muy difícil de entender para quien no sabe bien español. Han pasado cinco años desde aquel viaje en el que el ing. me llevó a ver Córdoba, Sevilla y Granada, y ahora ya no tengo problemas con el idioma, aunque el calor y el olor a frito me siguen sin gustar.
¿Uno de mis recuerdos más bonitos? ¿La Alhambra? Sí, claro. ¿La Mezquita de Córdova con sus arcos blancos y rojos? Pues también. El calor ya mo dije. Y el acento de la gente también. Pero... ¿el salmorejo? El salmorejo, ¡qué invento más increíble! Un plato de cuchara que me enamoró y que a partir de aquel viaje necesito comer por lo menos un par de veces al año.

INGREDIENTES
(para dos personas)

para la crema
500 gr. de tomates muy maduros
1 diente de ajo
de 70 a 100 gr. de pan del día anterior según los gustos
60 gr. de aceite de oliva virgen extra
1 cucharadita de sal
1 cucharada de vinagre

para adornar
1 huevo cocido
40 gr. de jamón serrano troceado

 
Antes de todo ponemos el huevo a hervir y lo dejamos cocer durante diez minutos. Cuando esté listo lo dejamos enfriar y lo cortamos en trocitos. Lo mismo hacemos con el jamón. (¡Me encanta la tradición española de tener un jamón en casa y el hecho de que en cada familia siempre hay alguien que sabe cortarlo mejor que los demás.) Para el plato nos puede ayudar la Thermomix. Ponemos el ajo, los tomates y la sal en el vaso y trituramos durante 30 segundos, velocidad 5. Añadimos el pan y el vinagre y ponemos otros 30 segundos, velocidad 5, más 2 minutos velocidad 10. Al final programamos la velocidad 5 y vertemos el aceite poco a poco, sobre la tapa sin quitar el cubilete (¡si no ensuciamos toda la cocina!), hasta que termine de incorporarlo.
Ponemos el salmorejo en la nevera durante un par de horas y lo llevamos a la mesa bien frio, con un chorrito de aceite, el jamón y el huevo en taquitos.

Sin la Thermomix también se hace en muy poquito tiempo, solo nececitamos una batidora o un pasaverduras. Lo único es que hay que pelar los tomates y pasarlo todo por un colador chino antes de añadir y triturar el pan.

PD: muchas veces se sirve con láminas de berenjenas fritas, pero a mi no me gusta nada freír (¿ya se había entendido, verdad?) así que esta parte yo me la salto. Si hay alguien que quiere probar, ¡por favor que me lo diga!

giovedì 28 luglio 2011

LE COZZE DELLA FELICITÀ - LOS MEJILLONES DE LA FELICIDAD

(versión en español más abajo)

Ricordate il mio esperimento di qualche tempo fa? Le cozze in camicia di zucchine? La ricetta per il contest di About Food che - assieme a un'antipaticissima luna piena - non mi aveva fatto dormire tutta la notte? Be'... oggi è stata scelta come miglior ricetta e mi ha fatto vincere una smartbox "Insolito fuoriporta" del valore di 69,90 euro! Non ci posso credere, non sono abituata a vincere mai niente, non mi sembra vero che uno dei miei pasticci in cucina sia stato apprezzato tanto! Che dire? Le mie cozze sembrano proprio nate con la camicia!

Ringrazio Leda e Claudia e anche Cassandra.it, naturalmente. E anche chi è venuto a sfogliare il mio piccolo blog. E saluto tutti i partecipanti e le altre due vincitrici!

Ora, se volete vedere che fine hanno fatto le cozze e il ripieno che mi sono avanzati, visualizzate un forno acceso con questa teglia dentro!


E adesso correte a sfogliare questa bellissima rivista
PS: La copertina non vi sembra bellissima? ^__^


VERSIÓN EN ESPAÑOL

¿Os acordáis de mi experimento de hace poco? ¿Mis mejillones en camisa de calabacín? La receta para el concurso de About Food que - junto con la luna llena - no me dejó dormir toda la noche? Pues... hoy ha sido elegida como mejor receta y me ha hecho ganar un smartbox del valor de 69,90 euros! ¡No me lo puedo creer, yo no suelo ganar nunca nada¡ ¡Debe ser que mis mejillones con camisa de calabacín nacieron con estrella y no estrellados! 

Gracias a todo el mundo y felicidades a las otras dos ganadoras y a todos los que han mandado sus propuestas.

Si queréis ver qué hice con las sobras del relleno y los mejillones que quedaron, ¡pues visualizad un horno encendido y la bandeja de más arriba! E id a ojear esta bonita revista italiana que hoy tiene una portada verdaderamente preciosa, ¿no os parece? ^__^




giovedì 21 luglio 2011

STRACCETTI DI POLLO CON GRANO E ZUCCHINE - TIRAS DE POLLO CON TRIGO Y CALABACÍN

(versión en español más abajo)

Oggi fa caldo. O è solo un'impressione dovuta alla tazzona di tè bollente che mi sono appena bevuta? Sarà, ma io sto boccheggiando. Ho voglia di una passeggiata autunnale, ho voglia di scarpe chiuse, di labbra screpolate, naso congelato, vapore che esce dalla bocca. Ho voglia di neve. 
Devo resistere un altro mese e poi basta. E ce la posso fare: ecco un piatto fresco e leggero per combattere l'afa.
 

INGREDIENTI
(per due persone)

160 gr. di petto di pollo
120 gr. di grano precotto
1 zucchina da 250 gr. circa
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai d'olio evo (io cucchiaini)
qualche fogliolina di basilico
un dado vegetale
sale
pepe

Tagliate il petto di pollo a filetti sottili e poi a straccetti. Lavate e tagliate anche la zucchina. Mettete a bollire il grano in abbondante acqua salata. Intanto, in una padella, riscaldate un cucchiaio d'olio e uno spicchio d'aglio schiacciato, aggiungete gli straccetti di pollo, salate, pepate e fate cuocere fino a doratura. Quando il pollo è pronto, aggiungete le zucchine, il dado vegetale, un paio di foglioline spezzettate di basilico e un bicchierino dell'acqua di cottura del grano. Coprite e fate cuocere a fuoco medio fino a quando le zucchine non saranno cotte, ma ancora leggermente croccanti. Scolate il grano e mischiate il tutto, aggiungendo ancora un cucchiaio d'olio evo. Guarnite con dell'altro basilico e portate in tavola caldo o anche tiepido.

VERSIÓN EN ESPAÑOL

Hoy hace calor. O puede que solo sea una impresión mía ya que me acabo de beber una taza gigante de té. Puede ser, pero yo casi no puedo ni respirar. Me apetece un paso otoñal, unos zapatos cerrados, tener los labios doloridos por el frío, la nariz congelada, ver el vapor salirme por la boca. Me apetece ver y pisar la nieve.
Solo tengo que aguantar un mes más y ya. Yo puedo: y aquí va una receta ligerita para luchar contra el calor.


 INGREDIENTES
(para dos personas)

160 gr. de pechuga de pollo
120 gr. de trigo (yo uso el trigo tierno Nomen)
1 calabacin de unos 125 gr.
1 diente de ajo
2 cucharadas de aceite de oliva virgen extra (yo he usado la mitad)
unas hojitas de albahaca
un dado de avecren
sal
pimienta

Cortamos la pechuga en filetes finos y después en tiras. Lavamos y cortamos el calabacín. Metemos a hervir el trigo en agua salada. Mientras tanto, en una sartén, calentamos una cucharada de aceite con un diente de ajo aplastado, añadimos las tiras de pollo, salpimentamos y dejamos freír hasta que la carne quede doradita. Cuando esté lista, añadimos el calabacín, el avecren, unas hojas de albahaca en trozitos y un vasito del agua en la que está hirviendo el trigo. Tapamos y dejamos cocer a fuego medio hasta que los daditos de calabacín no estén cocidos, pero a la vez no demasiado tiernos. Colamos el trigo y mezclamos todo, añadiendo, si queremos, otra cucharada de aceite. Decoramos con unas hojas más de albahaca y llevamos a la mesa caliente o templado.

lunedì 18 luglio 2011

TORTA ALLE PESCHE NOCI E LAVANDA - BIZCOCHO DE NECTARINAS Y LAVANDA

(versión en español más abajo)

Ieri è stata una domenica bellissima. Io e l'ing. siamo finalmente riusciti a uscire in bici e a vedere parte del parco Madrid Río. Caspita che bello! Chilometri e chilometri di pista ciclabile, aree gioco per bambini, campi da calcio, piste di pattinaggio, scivoli, ponti, fontane, prati, alberi... Che meraviglia! Se avessi immaginato che il risultato sarebbe stato questo non mi sarei mai permessa di lamentarmi negli ultimi anni per la polvere che veniva dai cantieri.
Abbiamo fatto anche una piccola sosta per raccogliere l'ennesimo mazzolino di lavanda e così mi sono ricordata che avevo ancora una ricettina da pubblicare: si tratta di una torta per la colazione che ho fatto prima della mia ultima parentesi cagliaritana. L'accostamento pesche/lavanda è davvero vincente: provare per credere!


INGREDIENTI
(per una torta da 28-30 cm. di diametro)

2 pesche noci
400 gr. di farina
150 gr. di burro
4 uova grandi
125 gr. di zucchero semolato
125 gr. + 2 cucchiai di zucchero aromatizzato alla lavanda
1 bustina di lievito per dolci
150 ml. di latte
una bustina di zucchero vanigliato
zucchero a velo per decorare

Lavate le pesche noci, tagliatele a fettine sottili sottili e mettetele in uno scolapasta cosparse di zucchero aromatizzato alla lavanda (sono i 2 cucchiai extra della lista degli ingredienti) finché non sarà arrivato il momento di adoperarle. (Mettete un piatto sotto lo scolapasta perché il succo delle pesche ci servirà alla fine!)
In una ciotola lavorate per bene i tuorli con i due tipi di zucchero. Aggiungete poi il burro a temperatura ambiente e infine la farina setacciata con il lievito. Non appena il composto comincia a diventare duro aggiungete il latte a cucchiaiate. Come ultima cosa montate gli albumi a neve ben soda e incorporateli al composto con movimenti verticali.

Imburrate e infarinate una tortiera (meglio se a cerchio apribile) del diametro di 28-30 cm, versateci il composto e sistemate le fettine di pesca come più vi piace. Fate cadere a pioggia qualche fiore secco di lavanda e infornate per 45 min. circa a 180º. (Ricordo, come sempre, che il mio forno è lentissimo, consiglio di controllare la torta dopo una mezz'oretta e di non sfornarla fino a quando la prova stecchino non sarà riuscita.)
Appena tolta dal forno spennellatela col succo delle pesche che avevate messo da parte e dopo circa un quarto d'ora spolverizzatela di zucchero a velo.


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Ayer fue un día super bonito. El ing. y yo finalmente salimos en bici para disfrutar del parque Madrid Río. ¡Jolín, qué bonito lo han dejado! Kilómetros y kilómetros de pistas de bici, áreas de recreo para niños, campos de fútbol, pistas de patinaje, toboganes, puentes, fuentes, céspedes, árboles... ¡Qué maravilla! Si hubiera sabido antes lo bonito que iba a quedar no me hubiera quejado tanto del polvo que en los últimos años ha llegado a mi casa desde las obras.
Nos tomamos también un pequeño descanso para recoger unas flores de lavanda y así me acordé que tenía una recetita pendiente: se trata de un bizcocho para el desayuno que hice antes de mi último viaje a Cagliari. La combinación de nectarinas (y también fresquillas o melocotones) y lavanda es todo un descubrimiento: ¡provadlo y decidme!

INGREDIENTES
(para un bizcocho de unos 28-30 cm. de diámetro)

2 nectarinas
400 gr. de harina
150 gr. de mantequilla
4 huevos grandes
125 gr. de azúcar
125 gr. + 2 cucharadas de azúcar aromatizada a la lavanda
1 sobrecito de levadura química
150 ml. de leche
1 sobrecito de azúcar vanillada
azúcar glas para decorar

Lavamos las nectarinas, las cortamos en lonchitas finitas y las ponemos en un colador con las 2 cucharadas extra de azúcar aromatizada a la lavanda, hasta que no llegue el momento de usarlas. (Metemos un plato debajo del colador para no perder el jugo de las nectarinas, ya que no hará falta al final.) En un bol grande trabajamos las yemas con los dos tipos de azúcar. Añadimos la mantequilla a temperatura ambiente y finalmente la harina tamizada con la levadura. Cuando la mezcla empiece a volverse dura añadimos la leche a cucharadas. Al final montamos las claras a nieve bien firme y la echamos en el bol con movimientos verticales.
Engrasamos y enharinamos un molde redondo desmontable de 28 o 30 cm. de diámetro, echamos la masa y ponemos las nectarinas como más nos gusta. Dejamos caer unas florecitas de lavanda y horneamos durante unos 45 minutos a 180º. (Os recuerdo que mi horno es muy lento, así que lo mejor es controlar el bizcocho después de una media hora y no sacarlo del horno hasta que, después de pinchar el bizcocho con un palillo, este no salga limpito.)
Según lo sacamos del horno, pintamos el bizcocho con el jugo de las nectarinas que habíamos guardado y después de unos quince minutos lo decoramos con azúcar glas.



sabato 16 luglio 2011

COZZE IN CAMICIA DI ZUCCHINE - MEJILLONES EN CAMISA DE CALABACÍN

(versión en español más abajo)

La notte scorsa non ho dormito: ogni volta che c'è luna piena me ne accorgo senza nemmeno guardare il calendario. Non ho dormito, dicevo. Sono rimasta a letto fino alle cinque occupandomi la testa con pensieri di ogni tipo. Il più gettonato? Cosa preparo per il contest di Leda e Claudia? Erano giorni che ci pensavo, in realtà, e risale alla settimana scorsa la mia chiacchierata con Paola (grazie, Paola!) incentrata sulla ricetta degli involtini di cozze e zucchine, ma stanotte, mentre mi rigiravo insonne nel letto, ho capito che le mancava qualcosa... e oggi, quando mi sono messa all'opera, non sono stata capace di attenermi scrupolosamente alla ricetta e l'ho sconvolta.  (^__^)
Non ho resistito alla tentazione di rendere le zucchine sabbiose e di farlo con le mandorle: con le mini quiche del mese scorso ho confessato pubblicamente la mia passione per la combinazione zucchine + frutti di mare + mandorle, e oggi, rischiando di ripetermi, la ribadisco. Provate questi involtini! Sono strepitosi!


INGREDIENTI
(per 16 involtini)

2 zucchine medie
2 spicchi d'aglio
4 cucchiai d'olio evo
25 gr. di pane duro
15 gr. di Grana Padano grattugiato
20 gr. di granella di mandorle
15 foglioline di prezzemolo
15 foglioline di basilico
16 cozze
2 cucchiai di vino bianco
sale grosso
pepe

Prima di tutto grigliate le zucchine: lavatele e tagliatele a fettine nel senso della lunghezza. Riscaldate la piastra e grigliate ogni fettina per due o tre minuti, girandola con un paio di pinze. A mano a mano che sono pronte, adagiatele su un piatto e irroratele progressivamente con l'olio e cospargetevi l'aglio a pezzi, 5 delle 15 foglioline di basilico spezzettate e un po' di sale grosso.

Ora lavate con cura le cozze e fatele schiudere in una pentola con il vino, uno spicchio d'aglio tagliato in tre e 5 delle 15 foglie di prezzemolo. Saranno pronte in pochi minuti. Lasciatele risposare qualche minuto e poi sgusciatele.

Come ultima cosa preparate il ripieno dell'involtino. In una padella (senza olio né altri grassi) tostate le mandorle fino a quando non diventano dorate: non ci vorranno più di 2 o 3 minuti.  Frullate poi il pane duro, il grana, le 10 foglie di basilico e prezzemolo rimaste, un po' di pepe ed eventualmente un altro pizzico di sale fino a ottenere un composto sabbioso molto aromatico e, non appena si saranno freddate, aggiungetevi le mandorle e mescolate bene con un cucchiaino.

L'ultima fase è la più semplice e divertente: cospargete le zucchine di pane, adagiate su ogni fetta una cozza, avvolgetela con cura e fissate ogni rotolino con uno stecchino.

Sono ottimi sia freddi, appena fatti, sia riscaldati in forno (a 190º per 5 minuti).


Con questa ricetta partecipo al contest L'Estate in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it.


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Anoche no he pegado ojo: cada vez que hay luna llena lo sé sin ni siquiera mirar el calendario. No he pegado ojo, decía. Me he quedado en la cama hasta las cinco pensando en cosas de todo tipo. Sobretodo en qué preparar para el concurso de Leda y Claudia. En realidad llevaba ya unos días pensando en esto, de hecho la semana pasada hablé con Paola (¡gracias, Paola!) de la receta de los rollitos de mejillones y calabacines, pero esta noche, mientras daba vueltas en la cama, he realizado que le faltaba algo... y hoy, cuando me he metido manos a la obra, no he sido capaz de seguir escrupulosamente la receta y la he cambiado.  (^__^)
No he resistido a la tentación de "rebozar" los calabacines con una arenilla de almendras: con las quiches del mes pasado he declarado públicamente mi pasión para la combinación calabacines + marisco + almendras y ahora lo siento, pero tengo que repetirlo. ¡Probad estos rollitos! ¡Están riquísimos!


INGREDIENTES
(para 16 rollitos)

2 calabacines medios
2 dientes de ajo
4 cucharadas de aceite de oliva
25 gr. de pan seco
15 gr. de queso Grana Padano rallado
20 gr. de almendras picadas
15 hojitas de perejil
15 hojitas de albahaca
16 mejillones
2 cucharadas de vino blanco
sal gruesa
pimienta

Antes de todo hacemos los calabacines a la plancha: los lavamos y los cortamos en láminas a lo largo. Calentamos la plancha y asamos los calabacines durante dos o tres minutos, dándoles la vuelta con unas pinzas. A medida que estén listas las ponemos en un plato y le echamos aceite, trocitos de ajo, 5 de las 15 hojas de albahaca troceadas y un poquito de sal gorda.

Ahora lavamos con cuidado los mejillones y los ponemos en una olla con el vino, el segundo diente de ajo cortado en 3 y 5 de las 15 hojas de perejil. Estarán listas en pocos minutos. Los dejamos reposar un poco y luego los sacamos de su concha.

Por último preparamos el relleno del rollito. En una sartén (sin aceite ni otras grasas) tostamos las almendras hasta que estén doraditas: 2 o 3 minutos como mucho. Luego trituramos el pan seco (del día anterior), el queso Grana Padano, las 10 hojas de albaca y perejil que quedaban, un poco de pimienta y, si queremos, otra pizca de sal hasta obtener una mezcla arenosa muy aromática. Cuando las almendras trituradas estén frías las echamos a esta mezcla y giramos con una cucharita.

La última fase es la más simple y la más divertida: echamos nuestra mezcla de pan, queso y aromas encima de cada lámina de calabacín a la plancha, ponemos un mejillón a una de las extremidades, enrollamos con cuidado y cerramos con un palillo.

Están buenísimos fríos según acabamos de hacerlos y también calentados en el horno (a 190º durante 5 minutos).

giovedì 14 luglio 2011

GAZPACHO DI CILIEGIE - GAZPACHO DE CEREZAS

(versión en español más abajo)

Non ho più scritto niente nelle ultime due settimane, accidenti: ero a Cagliari... ma questa volta, invece di pasticciare in cucina con mia madre, mi sono limitata (limitata?) a lavorare e ad andare al mare e in palestra. E io che mi ero anche portata appresso la macchina fotografica! Va be', non muore mica nessuno, vero?

Ritorno in pista con una ricettina perfetta per questa stagione, una ricettina spagnola, sperando di non spaventare nessuno con l'ennesimo mix di frutta e verdura. Non si tratta del gazpacho tradizionale (che comunque è meraviglioso ed è forse il mio piatto spagnolo preferito) ma di una rivisitazione fruttata che adoro. Buon appetito!


INGREDIENTI
(per 2 persone)

per il gazpacho
3 pomodori perini ben maturi (180 gr. circa)
16 ciliegie (snocciolate)
un pezzettino di peperone verde (10 gr. circa)
un pezzo di cetriolo (20 gr. circa)
un pezzetto di cipolla bianca (facciamo 2 cm, ma è opzionale)
mezzo spicchio d'aglio (o anche meno, a seconda dei gusti)
30 gr. di pane raffermo
2 cucchiai d'olio evo
3/4 cucchiaio di aceto
2 cubetti di ghiaccio (50 gr. circa)
8 cucchiai d'acqua ghiacciata
una presa abbondante di sale

per l'accompagnamento
50 gr. di formaggio di capra fresco
qualche fetta di pane abbrustolito (opzionale)

Io preparo il gazpacho con il Bimby, così non devo pelare i pomodori né setacciare niente. Prima di tutto snocciolo le ciliegie con l'apposito attrezzo. Poi metto tutti gli ingredienti (tranne l'olio) nel boccale e frullo per 3 min. a velocità progressiva 5-10. Alla fine aggiungo l'olio e do un colpo di Turbo. Controllo la consistenza e se lo voglio più liquido aggiungo qualche altro cucchiaio d'acqua fredda. Trasferisco il tutto in frigorifero per qualche ora e prima di servirlo lo rimescolo per benino: vedrete, infatti, che l'acqua tenderà a separarsi e a salire in superficie. A casa mia lo mangiamo con qualche dadino di formaggio di capra fresco. 

NOTA: chi non ha il Bimby può usare il passaverdure o un normale frullatore a immersione, omettendo naturalmente il ghiaccio e allungando di qualche cucchiaio la quantità d'acqua fredda. Per esperienza consiglio di frullare prima le verdure con l'acqua, il sale, l'aceto e l'olio e di passarli al colino prima di aggiungere il pane, altrimenti il pane rimarrà nelle maglie del colino e il gazpacho risulterà troppo liquido. 


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Hace un par de semanas que no escribo nada, cachis: estaba en Cagliari y esta vez, en lugar de trastear en la cocina con mi madre, no he hecho nada más (¿nada más?) que trabajar, ir a la playa y al gimnasio. Vamos, que me he llevado la cámara para nada... Pero no pasa nada, ¿verdad?

Vuelvo a mi blog con una recetita perfecta para el veranito, una receta española, esperando no traumatizar a nadie con esta nueva mezcla de fruta y verdura. No es el gazpacho tradicional (que está riquísimo, y creo que es mi plato español favorito), si no una versión frutada que me encanta. ¡Qué aproveche!

INGREDIENTES
(para 2 personas)

para el gazpacho
3 tomates pera maduros (unos 180 gr.)
16 cerezas o picotas (deshuesadas)
un trocito de pimiento verde (unos 10 gr.)
un trozo de pepino (unos 20 gr.)
un trocito de cebolla (unos 2 cm, pero también se puede omitir)
medio diente de ajo (o menos, según los gustos)
30 gr. de pan de ayer
2 cucharadas de aceite de oliva virgen extra
3/4 de cucharada de vinagre
2 cubitos de hielo (unos 50 gr.)
8 cucharadas de agua muy fría
una pizca maja de sal

para acompañar
50 gr. de queso de cabra fresco
unas rebanadas de pan tostado (opcional)

Yo suelo preparar el gazpacho con la Thermomix, así no tengo que pelar los tomates ni colar nada. Antes de todo quito el hueso a las cerezas con el quita huesos. Después pongo todos los ingredientes (excepto el aceite) en el vaso y programo 3 minutos con velocidad progresiva de 5 a 10. Al final añado el aceite y le doy un segundito al Turbo. Lo pongo todo en la nevera unas horitas y lo remuevo bien antes de llevarlo a la mesa ya que seguramente el agua se habrá subido a la superficie. En mi casa lo comemos con unos daditos de queso de cabra fresco.

NOTA: quien no tenga la Thermomix puede usar un pasaverduras o una batidora normal y corriente, quitando naturalmente el hielo y usando en su lugar unas cucharadas más de agua fría. Por experiencia sugiero batir las verduras con el agua, la sal, el aceite y el vinagre y pasarlo todo por un colador chino antes de añadir el pan, sino este se quedará en le colador y el gazpacho saldrá demasiado liquido.

sabato 25 giugno 2011

ZUCCHERO AROMATIZZATO ALLA LAVANDA - AZÚCAR AROMATIZADA A LA LAVANDA

(versión en español más abajo)

Qui a Madrid ho i miei posti fissi dove, di tanto in tanto, andare a "rubare": il rosmarino lo prendo dietro casa, sulle scale che portano a las Vistillas; i fichi sul campo vicino alla villetta dei miei suoceri; le nespole sulla salitina dietro casa mia; le rose vicino a una piazzetta che attraverso sempre quando vado a prendere la metropolitana; la lavanda vicino al campetto di calcio che dà sul Carrefour di Móstoles. Non sarà molto, ma mi accontento.
Bene, il nespolo quest'anno è stato irraggiungibile, è diventato troppo alto e non sono riuscita a prendere neanche un frutto. Il rosmarino viene saccheggiato regolarmente. Le rose hanno già dato. Per i fichi è presto. Ma la lavanda... la lavanda è finalmente in fiore!! E quel colore, poi... non so, ma io, nei cespugli della lavanda, ci farei il bagno!


Devo ammettere di non averla mai amata particolarmente, ha un aroma un po' troppo intenso per i miei gusti ma, un po' come per il caffè, se me la si dà nelle giuste quantità, allora mi fa impazzire.
Come? Mai pensato di usare la lavanda in cucina? Bene, non è mai troppo tardi.
Ecco una preparazione che io devo sempre avere in casa, anche se magari non la uso. Ma devo sapere di avercela. Mi riferisco allo zucchero aromatizzato alla lavanda. Ottimo per dare un tocco speciale al tè della colazione, a una marmellata o a una torta. E facilissimo da fare. 

INGREDIENTI
(per un vasetto da 250 gr.)

250 gr. di zucchero 
3 - 4 spighe di lavanda secche

Se la raccogliete adesso, la lavanda sarà in fiore e bisognerà disidratare le spighette. Io, che sono un'impaziente nata e voglio tutto e subito, le metto in forno a 70º per una mezzoretta con lo sportello leggermente aperto, ma naturalmente si possono far seccare anche al sole.
Una volta pronta, si prede un vasetto di vetro ben pulito, si mettono i fiori, ci si versa lo zucchero e si lascia riposare per almeno una settimana. Dura fino all'anno prossimo!
Dimenticavo, si può fare benissimo anche con lo zucchero di canna.


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Aquí en Madrid tengo mis sitios dónde de vez en cuando ir a "robar": el romero lo cojo detrás de casa, en las escaleras que llevan a las Vistillas; los higos en el descampado cerca del chalet de mis suegros; los nísperos en la cuesta al lado de mi casa; las rosas en una plaza que cruzo cuando voy al metro; la lavanda cerca del campo de fútbol al lado del Carrefour de Móstoles. No es mucho, pero me conformo con esto.
Pues a los nísperos este año no he llegado porque se ha puesto el árbol como un gigante. El romero lo saqueo cada dos por tres. Unas cuantas rosas ya las he cogido. Para lo higos es pronto todavía. Pero la lavanda... ¡la lavanda está en flor! Su color, no sé... ¡pero a mi me entran ganas de bañarme en la lavanda!

Tengo que reconocer que nunca la he amado muchísimo, tiene un aroma demasiado fuerte para mi, pero, un poco como con el café, si la tomo en pequeñas cantidades me encanta.
¿Qué? ¿Usar la lavanda para cocinar? Pues sí, nunca es tarde para hacerlo.
Aquí os dejo algo que necesito siempre tener en casa, aun que no llegue a usarlo a menudo: el azúcar aromatizada a la lavanda. Perfecto para dar un toque especial al té del desayuno, a una mermelada o a un bizcocho. Es super fácil de preparar.

INGREDIENTES
(para un tarro de 250 gr.)

250 gr. de azúcar
3-4 espiguitas de lavanda secas

Si recogemos la lavanda ahora que está en flor, tendremos que deshidratarla antes de usarla. Yo que no soy nada paciente y lo quiero todo YA, las pongo en el horno entreabierto a 70º durante una media horita. Pero claro, se puede dejar secar también al sol.
Cuando está lista, cogemos un tarro de vidrio bien limpio, dejamos caer las flores, echamos el azúcar y dejamos reposar durante por lo menos una semana. ¡Durará hasta el año que viene!
Ah, se me olvidaba, se puede hacer también con azúcar moreno.

giovedì 23 giugno 2011

INSALATA CON FICHI E FORMAGGIO DI CAPRA - ENSALADA CON HIGOS Y QUESO DE CABRA

(versión en español más abajo)

Madrid, 36 gradi. Il mio fruttivendolo è sommerso dalle pesche, dalle ciliegie e dalle buonissime picotas e io su cosa metto gli occhi? Sui fichi! L'estate è appena cominciata ma io sono già proiettata verso l'autunno... 


Eppure la ricetta di cui voglio parlare oggi è estiva, estivissima! In realtà dovrei darmi una calmata, perché il mio piccolo blog non ha nemmeno due mesi e io sto già diventando monotematica a suon di lattuga e scarola. Ma cosa ci posso fare se adoro le insalate? E poi, diciamoci la verità, col caldo che sta facendo, chi è che ha voglia di accendere il forno o sudare accanto a una padella? 

Ricettina sciuè sciuè anche questa volta.
INGREDIENTI
(per 2 persone)

250 gr. di insalata mista (scarola e radicchio)
100 gr. di formaggio di capra (io uso questo)
3 fichi grandi
due cucchiai di aceto balsamico di Modena
due cucchiai d'olio evo
un cucchiaio di miele
pepe macinato fresco (opzionale)

Lavate e tagliate l'insalata e i fichi (a me piace schiacciarli appena appena, ma se volete potete lasciarli anche a cubetti o addirittura a spicchi ), tagliate anche il formaggio. Preparate una vinagrette veloce miscelando l'olio con il miele e l'aceto di Modena. Mischiate il tutto, se vi va insaporite con un po' di pepe macinato, e divorate!


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Madrid, 36 grados. Mi frutero casi que se ahoga entre melocotones, cerezas y picotas ¿y yo en que me fijo? ¡En los higos! El verano acaba de empezar y mi cabeza ya piensa en otoño... pero esta receta es veraniega, ¡veranieguísima! Tengo que admitir que debería parar con toda esta lechuga y escarola, ya que mi bloguito solo tiene dos meses y yo ya me he vuelto monotemática. Pero ¿qué puedo hacer si las ensaladas me encantan? Además, vamos a ver... con este calor ¿a quién se le ocurre encender el horno o sudar al lado de una sartén?

Recetita rapidita también hoy.


INGREDIENTES
(para 2 personas)

250 gr. de ensalada mixta (escarola y radicchio)
100 gr. de queso de cabra en medallones (yo uso este)
3 higos grandes
dos cucharadas di vinagre balsámico de Modena
dos cucharadas de aceite de oliva extra virgen
una cucharada de miel
pimienta recién molida (opcional)

Lavamos y cortamos las ensaladas y los higos (a mi me gusta aplastarlos un poquito, pero si querés podéis dejarlos en daditos enteros o en gajos), cortamos también el queso. Preparamos rapidamente una vinagreta batiendo el aceite con la miel y el vinagre de Modena. Mezclamos, si nos apetece añadimos una pizca de pimienta recién molida, y ¡devoramos!

mercoledì 22 giugno 2011

PASTA BRISÉE - MASA BRISA

(versión en español más abajo)

Ieri ho postato la ricetta delle mini quiche però poi ho pensato che non dovevo dare per scontato che tutti avessero una propria ricetta per la pasta brisée. In realtà, da quel che ho letto in giro, la ricetta è sempre la stessa, c'è poco da variare. È semplicissima.

INGREDIENTI
(per 350 gr. di pasta brisée o una base da 26 cm.)

200 gr. di farina
100 gr. di burro freddo
60 gr. d'acqua fredda
un pizzico di sale

Mettete nel frullatore (se potete, una decina di minuti prima di iniziare mettete anche il boccale del frullatore in frigo!) la farina, il burro a pezzi, un pizzico di sale e frullate fino a ottenere un composto sabbioso; ci vorranno pochi secondi. Estraete le bricioline dal robot da cucina e, su un piano di lavoro possibilmente freddo, fateci una fontana in cui aggiungerete l'acqua (fredda, mi raccomando!) a poco a poco. Lavorate il tutto fino a ottenere un impasto bello sodo e piuttosto elastico. Bisogna fare in fretta altrimenti il calore della mani scioglierà il burro. Una volta pronta, avvolgetela in un pezzo di pellicola e lasciatela riposare in frigo per un'oretta.

Quando volete usarla, la stendete con il mattarello, la mettete in un teglia da crostata imburrata, la bucherellate con una forchetta, le poggiate sopra un cerchio di carta da forno con dei legumi secchi e la infornate a 190º per 15 minuti. Potrete poi infornarla per altri 5 minuti senza la carta e i legumi. Ci versate il ripieno e infornate ancora fino a quando la vostra quiche/torta salata non sarà pronta. 
Per fare delle mini quiche non è imprescindibile la cottura cieca (ovvero senza ripieno), pero per quelle grandi lo consiglio caldamente, quantomeno per quei primi 15 minuti.


VERSIÓN EN ESPAÑOL

Ayer publiqué la receta de las mini quiches pero luego pensé que no todo el mundo tenía por qué tener su propria receta para hacer la masa brisa. En realidad, según lo que he leído, la receta es siempre la misma, no hay mucho que variar. Es muy, pero que muy simple.

INGREDIENTES
(para 350 gr. de masa brisa o una base de 26 cm.)

200 gr. de harina
100 gr. de mantequilla fría
60 gr. de agua fría
una pizca de sal

Ponemos la harina, la mantequilla cortada en trocitos y la pizca de sal en un robot de cocina que tenga lamas (si metemos el vaso en la nevera unos diez minutos antes de empezar, mejor) y mezclamos hasta que la masa se vuelva como arenilla; necesitaremos muy pocos segundos. Sacamos nuestras miguitas del vaso y, sobre una tabla o una encimera también fría, hacemos un volcán con ella en el que añadiremos el agua poquito a poco. Amasamos hasta obtener una masa compacta y elástica. Tenemos que trabajar deprisa para que el calor de nuestras manos no derrita la mantequilla. Cuando esté lista la envolvemos en un trozo de film transparente y la dejamos reposar en la nevera durante una horita.

Cuando la vayamos a usar, la estiramos con el rodillo, la ponemos en un molde bajito y ancho untado de mantequilla, la pinchamos con un tenedor, le ponemos un circulo de papel de horno encima, unos pesos (legumbres secos o arroz) y la horneamos a 190º durante 15 minutos. Luego podríamos hornearla otros 5 minutos sin papel ni legumbres. La llenamos con lo que sea y la horneamos otra vez con el relleno hasta que nuestra quiche/tarta salada esté lista. 
Para hacer mini quiches no es tan importante hornear la masa en ciego (es decir sin relleno), pero para las grandes sí que lo aconsejo, por lo menos durante esos primeros 15 minutos.

martedì 21 giugno 2011

MINI QUICHE CON ZUCCHINE, GAMBERI E MANDORLE - MINI QUICHES CON CALABACINES, LANGOSTINOS y ALMENDRAS

(versión en español más abajo)

Quanto può durare un raffreddore? Tre giorni? Cinque? Sette? Be' io ho perso il conto dei giorni ormai. Non stavo così male per un raffreddore da non so più quanti anni. Ho rimandato e rimandato la pubblicazione di nuovi post per via di un maledetto mal di testa che mi premeva sugli occhi e mi ha tenuto lontana dal computer, ma sono così contenta del risultato della ricettina che ho fatto provare alla mia amica-molto-incinta Marta prima di ammalarmi che non volevo più rimandare rischiando di dimenticarmi la ricetta e non trovare più le foto in mezzo alle centinaia che scatto... La cosa buona di questo riposo forzato è stata che ho cucinato un sacco, mi sono coccolata con varie tazze di tè caldo (sì, lo so, fa un caldo da morire, ma io non conosco altri rimedi per il mal di gola e odio il classico abbinamento latte-miele) e con l'ultima stagione di Desperate Housewives. A proposito, quanto mi piacerebbe fare una delle ricette di Bree! Voglio questo libro!!

La mia ricettina, dicevo: in realtà è partito tutto da una ricetta che ho visto su non so più quale rivista. No, con una ricetta che l'ING. mi aveva chiesto di fargli. Era piaciuta anche a me e sono subito andata a leggere gli ingredienti... ma, manco a dirlo, non avevo neanche la metà delle cose che ci volevano. Come al solito parto con un'idea e approdo da tutt'altra parte... Meno male che la maggior parte delle volte il risultato è - papillogustativamente parlando - ottimo. Provare per credere!


INGREDIENTI
(per 6 mini quiche da 9 cm di diametro o una quiche grande da 26 cm)

300 gr. di pasta brisée
una zucchina da 200 gr. circa
10 gamberi
2 uova piccole
40 gr. di ricotta
15 gr. di Grana Padano grattuggiato
75 gr. di latte
35 gr. di panna leggera
20 gr. di granella di mandorle
1 spicchio d'aglio
un cucchiaio d'olio evo
un bicchiere d'acqua
mezzo dado vegetale

Preparate la pasta brisée e lasciatela in frigo per almeno un'ora. Io uso sempre la mia ricetta: è veramente facile, ma se vorrete usare quella già pronta non c'è problema. 
Mettete a cuocere i gamberi. Io, anche questa volta, li ho comprati già bolliti. Lavate e tagliate la zucchina e cuocetela in padella con lo spicchio d'aglio schiacciato e il cucchiaio d'olio. Dopo qualche minuto allungate con un bicchierino d'acqua e mezzo dado vegetale. Lasciate cuocere finché le zucchine non si saranno ammorbidite. Lasciate raffreddare. Pelate i gamberi, che intanto dovrebbero essere pronti. Preriscaldate il forno a 180º-190º. Togliete l'aglio e frullate le zucchine con il latte, la ricotta, il Grana, le uova, la panna e 4 dei dieci gamberi. Aggiungete metà della granella di mandorle e mettete da parte il resto assieme ai 6 gamberi rimanenti.
Stendete la pasta brisée col mattarello. Versate il composto nelle tegliette precedentemente unte con un po' d'olio (attenzione, è piuttosto liquido, ma non vi preoccupate, nel forno prenderà consistenza) e infornate per una quarantina di minuti abbondante (il mio forno è ottimo, ma mooolto lento). Dopo dieci minuti di cottura aprite lo sportelletto del forno, spolverizzate le quiche con la granella di mandorle restante e guarnitele con i gamberi che avevate messo da parte. Sono ottime sia calde sia tiepide sia fredde.

VERSIÓN EN ESPAÑOL

¿Cuánto puede durar un catarro? ¿Tres días? ¿Cinco? ¿Siete? Bueno, yo ya he perdido la cuenta de los días. No sé hace cuánto ya que estaba tan mala por un resfriado. He retrasado la publicación de nuevas recetas porque tengo maldito un dolor de cabeza que me presiona los ojos y no me apetece estar delante del ordenados, pero estoy tan contenta con esta recetita que llevé a mi muy-embarazada-amiga Marta antes de acatarrarme que ya no quería retrasarme y olvidarla o perder las fotos entre las centenas que hago... Lo bueno de este reposo forzado ha sido que he cocinado un montón, me he mimado con muchas tazas de té caliente (ya lo sé que hace un calor que te mueres, pero no conozco otras maneras de aliviar el dolor de garganta y lo típico de leche con miel no me gusta nada) y con la última temporada de Mujeres desesperadas. Por cierto, ¡como me gustaría cocinar algún día alguna de las recetas de Bree! ¡Quiero ese libro!

La recetita del otro día: el realidad empezó todo con una receta que vi en una revista. No, con una receta que el ING. me pidió que le hiciera. Me gustó a mi también y leí inmediatamente los ingredientes... pero es que me faltaba como la mitad de las cosas. Como siempre empiezo con una idea y acabo vete tú a saber dónde... Menos mal que la mayoría de las veces el resultado es -papilogustativamente hablando- maravilloso. ¡Probar para creer!


INGREDIENTES 
(para seis mini quiches de 9 cm. de diámetro o una grande)

300 gr. de masa brisa
un calabacín de unos 200 gr.
10 langostinos (cocidos)
2 huevos pequeños
40 gr. de queso ricotta o requesón
15 gr. de queso Grana Padano rallado
75. gr de leche
35 gr. de nata ligera
20 gr. de almendras trituradas
1 diente de ajo
una cucharada de aceite de oliva
un vasito de agua
medio avecrem

Preparamos la masa brisa y la dejamos en el frigorífico durante una hora. Yo uso siempre mi receta: es muy fácil de hacer, pero si no nos apetece usamos la del supermercado y listo.
Lavamos el calabacín, lo cortamos y lo ponemos en la sartén con un diente de ajo aplastado y sin pelar y una cucharada de aceite. Después de unos poquitos minutos añadimos un vaso di agua y medio dado de avecrem. Dejamos cocer hasta que el calabacín se reblandece. Dejamos enfriar. Pelamos los langostino. Calentamos el horno a 180º-190º. Quitamos el ajo y batimos el calabacín con la leche, el queso ricotta o Requesón, el Grana Padano rallado, los huevos, la nata y 4 de los diez langostinos que teníamos. Añadimos mitad de las almendras y guardamos lo que queda junto con los 6 langostinos.
Estiramos la masa brisa con un rodillo. Echamos el relleno en los moldecitos untado previamente con aceite (cuidado que está bastante liquido, pero ya cuajará en el horno) y horneamos durante unos cuarenta minutos (mi horno está genial, pero es muuuy lento). Después se unos diez minutos abrimos y echamos encima de nuestra mini quiches las almendras que habíamos guardado y un langostino para cada uno. Se comen calientes, templadas o también frías.